Milano - San Siro

La versione di Aler

Quando si parla di casa a San Siro, il riferimento diretto è alla gestione di Aler, l’Azienda lombarda dell’edilizia residenziale, considerata poco efficiente e puntale nella gestione degli alloggi popolari. Le critiche sono molteplici: troppi appartamenti sfitti, abitazioni non riassegnabili poiché al di sotto della metratura minima necessaria, lungaggini burocratiche che favoriscono il fenomeno delle occupazioni abusive. Ma secondo il presidente di Aler, Gian Vittorio Lombardi, la situazione è più complessa di quanto sembri.

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Il presidente del Consiglio di Zona 7 Fabrizio Tellini sostiene che l’elevato quantitativo di case sfitte a San Siro costituisce un problema per la gestione delle abitazioni di competenza di Aler. Come giustifica questa situazione, nonostante l’emergenza abitativa a Milano non sia diminuita?

Quella delle case inagibili è una criticità che coinvolge il patrimonio Aler, così come quello del Comune di Milano. Il problema è semplice. Per affittare un appartamento lasciato libero occorre sistemarlo con un costo medio di diverse migliaia di euro. Aler trae le proprie risorse dai canoni di locazione. Il 35% degli inquilini non paga il canone e i servizi. Manca perciò al fabbisogno di Aler il 40%-45% delle risorse, che se affluisse nelle casse dell’Azienda consentirebbe di sistemare tutte le case vuote e di affittare tutti gli appartamenti. Va segnalato però che seppure non si riesca a stare dietro al turnover degli alloggi, per tutto il patrimonio inagibile esistono già dei piani di riqualificazione. Al momento con i finanziamenti a disposizione stiamo riqualificando circa 50 alloggi al mese. Il tema è sempre quello delle risorse carenti a fronte della forte necessità.

L’assessore Rozza sostiene che il fenomeno del racket verrà contrastato nel momento in cui non ci saranno più case sfitte e nel momento in cui verranno regolarizzate le persone che hanno occupato abusivamente per necessità. 

Il fenomeno del racket è un reato e come tutti i reati viene affrontato innanzitutto dalla pubblica autorità. Purtroppo, come accennato prima, se ci fossero a disposizione adeguati finanziamenti pubblici che permettessero di riattare tutti gli alloggi non ce ne sarebbero di sfitti. Infatti, Aler è chiamata ad auto sostentarsi con i ricavi dei canoni d’affitto, con la crisi che ha causato la morosità altissima degli ultimi anni, le risorse proprie scarseggiano e, allo stesso tempo, anche i finanziamenti pubblici. Va comunque segnalato, per completezza d’informazione, che, in molti casi, capita che gli appartamenti siano vuoti per imminenti ristrutturazioni e anche questi vengono occupati, spesso bloccando i lavori in corso e danneggiando quindi l’Azienda stessa. Per quanto riguarda la regolarizzazione degli occupanti abusivi, le leggi in vigore, che Aler è tenuta ad osservare, non lo consentono.

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Quali sono i criteri della graduatoria per l’assegnazione delle case e qual è la frequenza con la quale vengono effettuati i controlli?

Le graduatorie vengono redatte e definite dai Comuni, in base ai bandi da loro emessi. Una volta stilata la graduatoria, le amministrazioni comunali passano ad Aler e ad altri eventuali gestori i nominativi degli aventi diritto, per effettuare i contratti. Una volta diventatati intestatari degli alloggi, gli inquilini vengono chiamati ogni due anni a rispondere alla cosiddetta “anagrafe dell’utenza”, per verifiche reddituali, abitative e amministrative. Non rispondere all’anagrafe comporta l’applicazione di conseguenze previste dalla normativa in vigore. Se si accerta che la situazione reddituale e sociale dell’utente non prevede più il diritto alla casa popolare, l’assegnatario entra nella cosiddetta area decadenza, Aler ne fa opportuna comunicazione al Comune che, ha in capo la possibilità di decidere se provvedere per allontanare la persona dal proprio alloggio.

Come pensate di risolvere il problema dei cosiddetti “sottosoglia”?

Negli ultimi mesi si sta affrontando il problema degli alloggi sottosoglia, inserendoli in diversi avvisi di evidenza pubblica aperti a categorie particolari. L’ultimo si rivolge alle persone che hanno un margine minimo di disponibilità economica per anticipare le spese dei lavori di riqualificazione dell’alloggio, che poi gli verranno decurtate dai canoni d’affitto.

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A quanto ammonta il debito di Aler? Si conoscono i responsabili? Come intendete smaltire il debito?

L’ultimo saldo negativo annuale registrato è di circa 80milioni, dovuto quasi interamente alla morosità dei canoni, al mancato rimborso dei servizi (se l’inquilino non paga è Aler ad accollarsi per lui le spese, ad esempio di riscaldamento, di condominio), alla fiscalità – nel 2013 Aler ha pagato 25 milioni di tasse, quasi 9 milioni di IMU. È singolare notare che il Comune, per i suoi appartamenti, non paga tasse pur facendo le stesse cose che fa Aler. Occorre evidenziare un punto fondamentale. La provvista finanziaria per il sistema delle Aler, dopo la soppressione del contributo Gescal, è stata posta a carico delle Regioni. Mentre dunque, prima della riforma Bassanini, la provvista finanziaria degli IACP, era assicurata dalla fiscalità, verosimilmente in ragione del carattere sociale dei servizi assunti dagli istituti, dal 1998, il finanziamento è stato affidato alla competenza delle Regioni. Uno studio della Corte dei Conti aveva lucidamente e nitidamente previsto un progressivo deterioramento dei conti, per la chiara difficoltà a compensare gli introiti Gescal con altrettante entrate ordinarie di bilancio delle regioni. Nei fatti non è stato possibile assicurare una adeguata provvista finanziaria, con la necessaria regolarità e continuità. Quindi si verifica da anni una continua e sistematica mancanza di risorse finanziarie dovuta al fatto che le entrate non sono sufficienti a coprire le uscite. Per risolvere la situazione Aler Milano ha condiviso con Regione Lombardia un documento che contiene un dettagliato piano di risanamento. Tra le iniziative il piano vendita straordinario, il piano straordinario di recupero della morosità e di contrasto all’abusivismo.

Continuate a pagare le utenze negli appartamenti sfitti?

Negli appartamenti non assegnati, non essendoci un intestatario, le utenze non sono allacciate.

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